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Arriva l'ora solare


Buongiorno e ben risvegliati!

 

In attesa della nostra pratica serale, parliamo di un argomento attuale.

 

Quando ci si avvicina al cambio dell’ora, legale o solare, è normale chiedersi quali possano essere gli effetti di queste variazioni sulla salute del corpo umano. In effetti, la modifica degli orologi che cade due volte all’anno non crea o toglie luce diurna, ma sposta invece l’ora dell’alba e del tramonto.  Questo cambiamento può causare interruzioni e interferenze al nostro orologio biologico, altrimenti noto come ritmo circadiano. Trovare difficile abituarsi ai nuovi orari è quindi normale, soprattutto quando gli effetti negativi del cambio riguardano il riposo e, più in generale, il proprio benessere. 

Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire insieme in che modo il cambio dell’ora legale e dell’ora solare può incidere sulla nostra salute

L’ora legale è la pratica di portare gli orologi avanti di un’ora rispetto all’ora solare: questo cambio avviene all’inizio dei mesi estivi, al fine di sfruttare al meglio la luce naturale. Tra autunno e inverno, invece, l’ora si riporta indietro, ripristinando così l’ora solare. 

 

Per quanto riguarda il passaggio dall’ora legale a quella solare, cioè quello che avviene ogni autunno e che obbliga le lancette degli orologi a tornare indietro di un’ora, non sono stati riscontrati effetti negativi importanti.

Mentre alcune persone possono sentirsi sbilanciate e aver bisogno di un po’ di tempo per abituarsi, le ricerche non hanno collegato questo cambiamento a gravi impatti sulla salute.

Invece il balzo in avanti, cioè quello che avviene all’inizio della primavera, è più difficile per il corpo. Questo perché l’orologio viene spostato di un’ora in avanti; in altre parole, ci sembra che siano le 7:00 del mattino anche se i nostri orologi segnano le 8:00. Più ci si addentra nei mesi estivi, più questa differenza si fa sentire, fino ad avere molta luce anche ben prima delle 7. 

Ciò può generare effetti negativi sul nostro benessere generale, perché la luce del mattino gioca un ruolo fondamentale nella definizione dei ritmi naturali del corpo: ci sveglia e pone il corpo in allerta.

Sebbene le ragioni esatte di questo particolare stato non siano ancora note, ciò potrebbe essere dovuto agli effetti della luce sull’aumento dei livelli di cortisolo, un ormone che modula la risposta allo stress, o all’effetto della luce sull’amigdala, una parte del cervello coinvolta nelle emozioni.

Al contrario, l’esposizione alla luce fino a tarda sera (cosa che accade in abbondanza nei mesi estivi) fa sì che il cervello rallenti il rilascio di melatonina, l’ormone che promuove la sonnolenza

Questo può interferire con il sonno e farci dormire meno: l’effetto può durare anche dopo che la maggior parte delle persone si abitua alla perdita di un’ora di sonno all’inizio della primavera. 

 

Lo svantaggio dell’ora solare è che l’inverno ha molte meno ore di luce: questo porta le persone a trascorrere meno tempo all’aperto e ad assumere meno vitamina D

 

A detta della maggior parte degli scienziati, l’ora solare parrebbe essere la scelta più salutare, perché massimizza la luce nelle mattine invernali, quando ne abbiamo bisogno per svegliarci e diventare vigili, e riduce al minimo la luce nelle sere d’estate, quando questa può ostacolare il nostro sonno. 

A tutti gli effetti, l’ora solare permanente per tutto l’anno supporterebbe al meglio il nostro ciclo biologico sonno-veglia.

 

Fonte: Unisalute

Foto: Sankalpa Semefiore


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