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Yoga e tempo


Buongiorno e ben Risvegliati!

 

Nella nostra pratica quotidiana e al centro, dimenticarsi dell’orologio è uno dei punti cardine: dedicheremo le nostre asana, i nostri pranayama e la nostra consapevolezza, a lasciare da parte la sensazione del tempo, trovando dentro noi stessi quell’armonia che molti credono perduta. Oppure che si è semplicemente addormentata, a causa delle illusioni legate agli occhi esteriori, allo spostare sempre l’attenzione all’esterno.

Dedicheremo qualche parola al tema del ritmo biologico, l’orologio interno che regola attività biologiche che possono avere un ciclo giornaliero, mensile o stagionale.

Uno dei ritmi fondamentali è quello “circadiano”, che ha una durata di circa 24 ore e che permette l’alternarsi di sonno e veglia. I recettori fotosensibili situati nella retina oculare e collegati al cervello inviano alla ghiandola pineale (o epifisi) informazioni relative alla quantità di luce.

In assenza di luce, la pineale secerne melatonina e questo segnale ormonale induce la ghiandola pituitaria (o ipofisi) a modulare il mix di ormoni circolanti, determinando la qualità del funzionamento di organi e apparati nel senso del riposo. Esattamente l’opposto avviene quando lo stimolo luminoso è intenso.

Questo delicato processo può a volte non funzionare bene, impedendo il riposo o l’attività quando sarebbe il momento. Anche l’avanzare dell’età può disequilibrare il ritmo circadiano procurando malessere, insonnia e stanchezza.

Per spiegare il ruolo dei ritmi circadiani bisogna prima spiegare un ciclo “infradiano” molto rilevante dal punto di vista yogico. Nello Yoga viene definito “ciclo nasale”, nella letteratura scientifica viene chiamato BRAC (Basic Rest and Activity Circle, cioè ritmo base di alternanza fra attività e riposo). Ogni due ore e mezza nell’organismo si alterna la predominanza della parte parasimpatica del sistema nervoso (deputata al recupero e al risparmio energetico, e quindi al riposo) e della parte simpatica (deputata all’attività e all’analisi, e quindi alla veglia).

Durante il periodo di attività, la narice destra è più aperta e quindi l’apporto di prana è maggiore nel canale che alimenta l’energia solare.

Diversamente, quando l’organismo si dispone al riposo è più aperta la narice sinistra, che lascia fluire la rilassante energia lunare. L’equilibrio fa queste due fasi è fondamentale per il buon rapporto fra sonno e veglia.

Nell’organismo, il flusso del respiro (appunto, Swara) si differenzia secondo che attraversi la narice sinistra, la narice destra o entrambe contemporaneamente. Dalla variazione dello Swara secondo questi tre flussi correlati alle nadi principali Ida, Pingala e Sushumna, è possibile conoscere quali sono le energie in azione nel corpo, in modo da eseguire le attività più appropriate in quel determinato momento. Ciò significa che abbiamo una grande possibilità di controllo.

L’organismo tende sempre a raggiungere e mantenere una condizione di equilibrio nonostante i cambiamenti ambientali. Nelle 24 ore accadono 10 cicli nasali. Se però durante il giorno siamo molto attivi e si fa un uso maggiore di energia solare, si crea un disequilibrio dovuto alla maggiore quantità di tempo in cui è stata attiva la narice destra. L’organismo tende a compensare il disequilibrio aprendo la narice che è stata meno utilizzata e questo riequilibrio avviene in due fasce orarie particolari: tra le 4 e le 7 del mattino (ore dell’ambrosia) e tra le 16 e le 19 della sera (ore della preghiera).

Gli Yogi avevano scoperto che lavorare sul bilanciamento durante queste due fasi in cui l’organismo riequilibra il ritmo infradiano del BRAC  permette un controllo metabolico delle dodici ore successive attraverso una azione sul sistema nervoso, endocrino e immunitario. Queste due fasce orarie sono perciò propizie per la pratica yoga.

Dal punto di vista spirituale, il giorno con la sua grande quantità di stimoli e distrazioni è la notte della coscienza, perché è più facile distrarsi e dimenticare chi siamo veramente. La notte, invece, quando le distrazioni e gli stimoli vengono meno, aumenta la capacità di entrare in contatto con sé stessi. E’ l’alba della coscienza.

E’ inoltre molto importante il modo in cui ci nutriamo: consumare il pasto principale a pranzo e mangiare poco e almeno due ore prima di coricarsi è fondamentale per mantenere l’armonia del ritmo circadiano. E’ anche importante andare a dormire presto la sera e svegliarsi presto al mattino. Questi comportamenti aiutano l’organismo a mantenere un corretto funzionamento dell’orologio interiore.

Ci vediamo presto per la nostra pratica estiva!

Fonte:Yoga Journal


 

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