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Yoga ed intelligenza divergente



Buongiorno e ben risvegliati!


Lo sapevate che… esistono due tipi di intelligenza: convergente e divergente.


Chi sono gli individui dotati di intelligenza convergente? Sono i gregari, quelli che seguono sempre le regole, che non si pongono troppe domande, che pensano ciò che gli altri pensano, sono quelli che sanno benissimo come andare da A a B, ma non hanno idea che esista anche C, non si sognano neppure che nell’alfabeto esistano anche la F, la W, la Z. E poi ci sono le menti divergenti: sono i pazzi, gli artisti, i sognatori, i ribelli, quelli che non si adattano, che non hanno rispetto per lo status quo, che vedono le cose in modo differente.


Ma sapete una cosa? Sono le menti divergenti che fanno andare avanti la storia. L’intelligenza convergente è semplice, è logica: «comporta il cercare la soluzione di un problema a partire da come il problema è stato impostato; l’intelligenza divergente invece consiste nel risolvere il problema cambiando la sua stessa impostazione, capovolgendolo.»


Copernico, Galileo, Shakespeare, Edison cosa avevano in comune? Avevano un’intelligenza divergente. Ecco, magari qualcuno obietterà: va bene, ma erano dei geni. Eppure avevano due occhi, due orecchie, un cervello proprio come noi. Ascoltavano, osservavano, pensavano, tutto qui. Guardavano, non con superficialità, fretta, passività, ma sapevano guardare oltre per cogliere gli aspetti nascosti, meno evidenti delle cose.


Voi avete due strade davanti a voi: potete fare ciò che tutti fanno, non pensare, non porvi troppe domande, accodarvi al pensiero degli altri, della massa. Lasciare che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. Oppure potete ascoltare il vostro cuore, seguire le vostre intuizioni, alimentare in voi la creatività, lo slancio, i «forse». E fare lo stesso con i vostri figli, con i vostri nipoti.

Siate divergenti. Siate voci fuori dal coro. Siate, come diceva Russell, «il peso che inclina il piano».


La pratica yogica aiuta a sintonizzarci sulle vibrazioni provenienti dal nostro cuore, per amplificare il suono della nostra voce interiore, fino a dargli tutta la nostra attenzione durante la meditazione.


In qualche modo pertanto possiamo dire che lo yoga ci sostiene nell'essere delle voci fuori dal coro, nel diventare come salmoni che nuotano controcorrente.


Buon fine settimana.


FOTO:Sankalpa Semefiore


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